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L’ESTATE STA FINENDO

“L’estate sta finendo, un anno se ne va”
Così cantavano i Righeira nel lontano 1985 lanciando un vero e proprio tormentone.
Anche oggi, come ogni anno giunti in questo periodo, quel brano viene rispolverato e riecheggia nell’aria settembrina lasciando un sapore agrodolce.
“In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più”
E così, mentre Johnson canta questa frase, i bagnini della riviera iniziano a pulire e sistemare gli stabilimenti balneari mentre i clienti tornano alla vita di tutti i giorni.
E’ “il solito rituale” di una stagione che ci dona momenti di puro relax ma che poi, in queste settimane, ci saluta lasciandoci da soli con i nostri bei ricordi.
La canzone inizia con un accordo in maggiore, di conseguenza allegro ma, vuoi il testo, vuoi quel sax dal sapore retrò, dietro a quei 3 minuti e mezzo c’è un mondo di sorrisi malinconici.
Ma arrivare a settembre è davvero un dramma?
L’estate ha un sapore speciale proprio perché è breve ed intensa ma la vita quotidiana non è da meno.
Pensiamoci bene: oltre al sole e al mare, cosa rende questa stagione unica? A mio avviso, la compagnia e la condivisione dei bei momenti.
Un’estate in “solitaria” sarebbe un’estate vuota.
Noi, nel nostro coworking, abbiamo il vantaggio di essere circondati da diverse persone e da poter interagire e condividere con loro tantissime esperienze ed opinioni, che sia inverno, autunno, primavera o estate.
Incontrare molta gente e creare legami può essere decisamente un rimedio alla malinconia vacanziera.
I Righeira scrissero quel pezzo pensando ad un adolescente alle prese con il rientro a casa dopo un amore estivo.
In realtà tutti, grandi e piccini, si possono immedesimare nella frase “una fotografia, è tutto quel che ho, ma stanne pur sicura, io non ti scorderò”.
Non ci si scorda dei bei momenti insieme, si appendono le foto al muro e si ricomincia, con un sorriso che viene fuori quando le fissiamo, mentre il giro di sax ci accompagna verso la fine del brano… e dell’estate.

“Come ti va? Bene perché oggi è primavera”

Questa frase emerge dall’album “Terra, Luna e Margarita” datato 2007 e firmato dalla band reggiana “I Rio”.
I Rio vengono dalla parte più a Nord della nostra regione, l’Emilia, zona che ha tante similitudini ma altrettante differenze con la Romagna.
Chi non vive in Emilia-Romagna non coglie neanche i confini geografici di queste due terre, figuriamoci quelli culturali e dialettali.
Oggi però non mi soffermerò sulle contrapposizioni tra le due ma piuttosto su un elemento comune: il risveglio estivo.

Siamo ormai in Aprile, il caldo (fatta eccezione per qualche giornata uggiosa) si fa sentire con sempre più insistenza, i locali riaprono a pieni battenti, qualche hotel si appresta a pulire i propri spazi mentre effettua colloqui di lavoro per formare lo Staff estivo, altri aprono le porte ai turisti giunti per le vacanze pasquali, i bagnini sistemano le passerelle e le assicurazioni dei motorini vengono riattivate per poter lasciare le macchine nel garage di casa.

E’ il preludio estivo, la più importante delle 4 stagioni per l’Emilia-Romagna, o meglio, come si dice qui in zona, è semplicemente LA stagione.
Ogni anno è una routine che si riattiva ma è sempre come se fosse una ventata di freschezza dopo il lungo inverno che, a differenza di una famosa serie TV, non sta arrivando ma ci sta, finalmente, salutando.
Milioni di turisti fanno visita a Rimini, Riccione, Cattolica ma anche a città come Bologna, Parma e Modena, attratti evidentemente dall’ospitalità e dall’efficienza di questo meccanismo primaverile/estivo.
Nel 2018 il dato di affluenza ha raggiunto un record mai visto prima: 60 milioni di turisti solamente in Emilia-Romagna.

Ma se per un visitatore l’estate è sinonimo di relax, cosa vuol dire per un emiliano o un romagnolo?
E’ un mix di sentimenti e responsabilità. Per tradizione si è abituati a rimboccarsi le maniche e darsi da fare da Maggio a Settembre, ancor di più rispetto agli standard.
Una condizione che non tutti accetterebbero, d’altronde prendiamo come esempio Agosto.. è il mese di vacanza per eccellenza! Ma per far sì che lo sia a tutti gli effetti qualcuno dovrà pur lavorare e per chi vive in Emilia-Romagna non è un problema, l’ospitalità da queste parti è nel DNA.

Con SpazioTu stiamo cercando di creare un ambiente lavorativo dove il calore e l’accoglienza estiva vengano estese durante tutti i 12 mesi dell’anno. Il coworking (come già analizzato in questo articolo: https://www.spaziotu.com/cattolicaelegrandicitta/ ) è un ottimo format per l’Emilia-Romagna in quanto l’indole loquace è presente in tutti i residenti e perciò la possibilità di far nascere collaborazioni all’interno del nostro spazio è concreta e facilmente attuabile.

Durante la stagione estiva SpazioTu sarà aperta come sempre, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Saranno direttamente i nostri coworkers a scegliere quanto tempo trascorrere in riva al mare e quanto in nostra compagnia.